Caltagirone e dintorni

 

Caltagirone
La Scala illuminata

 

Il 14 e 15 agosto si ripete la magia della Scala Santa Maria del Monte

 

Bucchieri - SR

Medfest - 18 e 19 agosto 2019

 

 

Piazza Armerina - En


Spledidi mosaici vi aspettano alla Villa Romana del Casale

 

Aidone - En

La Dea di Morgantina vi aspetta al Museo archeologico di Aidone

La Scala illuminata

14 e 15 Agosto 2019

 

La Scala illuminata
La maestosa scalinata S. Maria del Monte vi aspetta il 14 e 15 Agosto, con l'emozionante illuminazione realizzata con migliaia di lumini chiamati coppi; le lumiere sapientemente posizionate creano "una sciara di fuoco colorata" formando arazzi di luce e fuoco. Spettacolo unico al mondo!

 

Medfest - Bucchieri (SR)

18 e 19 Agosto 2019

 

MedFest a Buccheri "Tra Storia e Leggenda!" Punto di incontro di cultura e civiltà. Un insieme di feste e riti medievali scandita dal ritmo dei tamburi, giochi di fuoco, saltimbanchi e artisti di strada.

 

San Giacomo

25.luglio

 

Viva Diu e San Jacupu gridavano un tempo i portatori del pesante fercolo di san Giacomo apostolo, patrono di Caltagirone dal 1109 per volere del conte Ruggero il Normanno, che volle erigere anche un tempio in suo onore. Dall'XI al XVI secolo la festa si svolgeva solo in chiesa, dov'era venerata una statua dell'apostolo realizzata nel 1518 da Vincenzo Archifel, orafo e scultore catanese, la stessa che ancora oggi viene portata in processione entro una bara dall'originale struttura architettonica, opera dello scultore napoletano Scipione di Guido, che in essa fuse in prefetto equilibrio le fastose linee barocche con quelle sobrie dell'arte classica. La bara ha, infatti, la forma di un tempietto, che nei sei angeli sostenenti il tetto richiama alla mente l'Eretteo d'Atene con le sue cariatidi.

La prima festa esterna, celebrata con manifestazioni folkloristiche, artistiche e cerimonie religiose, si ebbe nel 1591.

Un tempo il fercolo veniva portato a spalla, accompagnato dal Senato Civico e dal popolo in festa, percorrendo le strade principali della città dalla mezzanotte del 24 luglio sino all'alba del 25. Il fercolo inoltre era preceduto da una preziosa cassa argentea, realizzata dal 1599 al 1701 dai più noti argentieri del tempo, contenente, in un reliquario a forma di mano, una parte dell'osso del braccio di san Giacomo donata nel 1457 alla città natale da Giovanni Burgio, vescovo di Siponto. Era una manifestazione corale di fede con qualche divagazione edonistica, che faceva folklore ma non intaccava tuttavia la devozione sentita e mantenuta fervida nei secoli.

Da anni non si ode più il grido "Viva Diu e San Jacupu" levato alto dal popolo. La sera del 25 luglio il fercolo e la cassa della reliquia fanno il giro della città su mezzi meccanici con lo stesso cerimoniale d'un tempo e qualche variante nello svolgimento.

In compenso il programma dei festeggiamenti s'articola e arricchisce di anno in anno di numerose manifestazioni artistiche, culturali, sportive e folcloristiche. Prima fra tutte, in ordine cronologico, la "serata alla villa", giorno 23, contrassegnata da concerti bandistici e da un fantasmagorico spettacolo di fuochi pirotecnici. Segue il corteo del Senato Civico (XVII secolo) che accompagna le autorità civili ai riti religiosi la sera del 24 e del 25 luglio. In costumi del Seicento, il corteo testimonia, nello sfarzo delle vesti dei suoi componenti, il prestigio che l'Universitas caltagironese aveva nel Regno per la vastità del patrimonio demaniale. Nelle sere del 24 e del 25 luglio viene effettuata l'illuminazione della scalinata di Santa Maria del Monte con lumiere ad olio entro coppi policromi, disposti a disegno lungo i centoquarantadue gradini, che la rendono un arazzo brulicante di luci. Non mancano, solitamente, mostre d'arte d'ogni genere, spettacoli folcloristici di tradizione come l'opera dei pupi, manifestazioni musicali coinvolgenti tutte le fasce d'età e i più diversi interessi.

Fonte Autore: Wikipedia


Pasqua

 

Settimana Santa a Caltagirone (CT). La domenica delle Palme la Passione di Cristo, il Venerdì Santo la Processione del Cristo Morto, la domenica di Pasqua tradizionale rappresentazione 'a Giunta, incontro tra la Madonna, il Cristo risorto e San Pietro.
La Passione di Cristo è un connubio di folclore, umanità, mistero, dolore e senso del sacro. Si svolge ogni anno nella Domenica delle Palme, nella splendida cornice delcentro storico di Caltagirone, e apre i riti della Settimana Santa, molto suggestiva e molto sentita dalla cittadinanza. Ricchi e accurati sono i costumi, ai quali da sempre è dedicata una particolare attenzione; infatti gli abiti degli oltre cento personaggi (popolani, soldati, sommi sacerdoti etc.) sono di pregevole fattura e realizzati da sarte esperte dopo attente ricerche storiche. A questi si aggiungono le armature dei soldati e gli arredi delle scene noleggiate di una nota azienda romana, leader nel settore. Tutte le scene sono ambientate nel centro storico e vengono arricchite ed amplificate dalle bellezze architettoniche esistenti. Esse infatti iniziano dalla piazza Umberto e precisamente dal sagrato della Chiesa Cattedrale per poi continuare in piazza Municipio dove, davanti alla Galleria Luigi Sturzo, si svolge il processo di Pilato. Da qui inizia il corteo per la salita al monte Calvario, rappresentato dalla meravigliosa Scala Santa Maria del Monte. Durante la salita avviene l'incontro con Maria, il Cireneo, la Veronica e le pie donne. Mentre il corteo sale la Scalinata, tutto sembra una scena da film e assume un'aria di mistero e di partecipazione di un fascino indescrivibile. Il suo culmine è nella toccante crocifissione, in cima alla Scala stessa. Le musiche accompagnano tutta la sacra rappresentazione, che si svolge con la recitazione in diretta degli attori e alla loro voce si alternano commenti tratti da testi teologici, ogni anno adattati a particolari problematiche sociali.

 
Molto solenne e religiosa è la Processione del Cristo morto e dell'Addolorata accompagnata dalle autorità religiose e civili, in seno al Corteo storico del Senato civico. La processione è molto sentita e partecipata non soltanto da quanti la seguono, ma suscita emozione e commozione tra turisti visitatori e soprattutto richiama molti emigrati che ogni anno ritornano per devozione. Attraverso le vie del centro storico, assume un fascino particolare, misto tra bellezza e sobrietà, che consente di rivivere l'emozione della Passione e morte di Cristo, anche a tutti coloro che attendono il passaggio lungo il percorso.
 
L'Urna del Cristo morto, disegnata nel 1851 dall'architetto Don Salvatore Marino, venne intagliata in legno salice dallo scultore Giuseppe Polizzi nel 1853. All'interno è rivestita in oro zecchino e vi sono collocati sei guanciali anch'essi scolpiti in legno. È chiusa da otto vetri ed è interamente scolpita nei quattro angoli e nelle fasce che contornano i vetri. È sormontata da una corona regale anch'essa in legno scolpito. In questa splendida urna viene appoggiata la statua del Cristo morto, scultura lignea, ricavata da un tronco intero di cipresso, scolpita nel 1850, in grandezza naturale, da Giuseppe Vaccaro. Il Simulacro dell'Addolorata, scultura del 1856 ad opera di Vincenzo Nigido è ricoperta di velluto nero, ornata da uno stellario d'oro sul capo e una spada trafitta al cuore.
 
La Domenica di Pasqua, ne centro storico, in via San Pietro, si svolge la tradizionale rappresentazione 'a Giunta. Di antica tradizione, 'a Giunta, è dominata da una figura gigantesca (circa 3 metri) di San Pietro che giunge in Piazza Municipio dall'omonima Chiesa, per andare incontro a Gesù risorto e darne l'annuncio alla madre Maria. Da questo incontro la denominazione 'a Giunta. Migliaia di cittadini e soprattutto turisti assistono da ogni angolo della Piazza ma soprattutto la Scala Santa Maria del Monte appare come un'immensa platea dove ognuno va a cercarsi un posto per ammirare l'evento. Le tre figure percorrono in processione le vie del centro storico e in piazza Marconi, nei pressi della Chiesa di San Pietro avviene la cosiddetta spartenza sempre sotto gli occhi di una moltitudine di gente che aumenta ogni anno.

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Sito Comune di Caltagirone

Fonte Autore: Comune di Caltagirone